Un tour fra le cantine nel periodo della vendemmia è sicuramente un’esperienza interessante per scoprire le migliori attive su tutte le province e segnalate dalle guide specializzate più accreditate.

Una mappa ricca di sorprese per la varietà delle produzioni e per la specificità delle case vinicole. Si possono trovare, infatti, vini interessanti in piccole aziende artigianali così come in marchi che immettono sul mercato internazionale milioni di bottiglie. 

Facendosi guidare dal desiderio di scoprire etichette originali e di qualità, il primo approdo è sicuramente l’Irpinia, che, dall’Aglianico al Greco di Tufo, dal Taurasi al Fiano esprime bicchieri che di annata in annata regala emozioni antiche e nuove. 

Il motivo è da ricercare nell’ambiente ideale per la viticoltura e per le uve di alta qualità che qui si producono. Le caratteristiche geografiche, dall’altitudine al tipo di terreno, insieme alla capacità dei produttori di coniugare tradizione a innovazione tecnologica, rappresentano il connubio perfetto per un’enologia di qualità apprezzata su tutte le tavole. Una tradizione che ha radici antiche narrata già nelle opere di Plinio il Vecchio e Virgilio.

Trovarsi in Irpinia tra settembre e ottobre vuol dire avere un’opportunità unica. Ogni anno aumentano le aziende che aprono le loro porte agli appassionati durante il periodo della vendemmia. Prenotandosi sui siti web delle cantine si può partecipare da protagonisti alla raccolta delle uve. La giornata corre via veloce tra passeggiate nei vigneti, pigiatura dell’uva nei tini di legno, e termina con pranzi ricchi di piatti tipici accompagnati da brindisi con calici colmi di buon vino.

Scenario completamente diverso si presenta a chi fa questa esperienza in Cilento. 

Qui le vigne si affacciano direttamente sul mare, è il regno del Fiano, base di uvaggio di bianchi che mettono in bottiglia le suggestioni del Mediterraneo. 

In un viaggio tra terra e mare, non si può perdere l’esperienza senza tempo di fermarsi ad ammirare i vigneti alle falde del Vesuvio. I vini rossi di questa zona presentano una gamma di aromi affumicati e minerali, frutto del terreno vulcanico su cui vengono coltivate le uve. Grazie al lavoro fatto dai produttori, in questi anni, il territorio riesce a imporsi con la denominazione doc anche per i bianchi e i rosati. Il più noto è il Lacryma Christi, ottenuto da acini di Piedirosso miscelati a una minore percentuale di grappoli di Aglianico.

Andiamo in Costiera amalfitana, tra i vitigni coltivati su terrazze a picco sul mare. Da questa straordinaria posizione, in un triangolo tra Ravello, Furore e Tramonti l’uomo è riuscito a strappare terra alla roccia dei Monti Lattari. In questi appezzamenti esposti al sole, si produce soprattutto Aglianico e in misura minore il Biancolella che è il vino ischitano più servito sull’Isola Verde.

Tra filari che disegnano i paesaggi di colline e isole, vigneti affacciati sul mare e cantine storiche delle zone interne, la Campania vanta una produzione vitivinicola apprezzata sulle tavole di consumatori appassionati e consapevoli oltre che di ristoratori e chef.