I Campi Flegrei sono una vasta area vulcanica che comprende i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, le isole di Ischia, Procida e Vivara. 

Considerate fin dall’antichità terre fertili e ospitali per il clima mite, i Greci vi fondarono la città di Cuma, prima colonia ellenica in Italia e fiorente centro commerciale della Magna Grecia. 

L’area archeologica aperta al pubblico è costituita dall’acropoli, che racchiude l’Antro della Sibilla alle pendici della collina, quindi, salendo sulla rocca, la Torre Bizantina con il Belvedere, la Terrazza Inferiore, tradizionalmente denominata Tempio di Apollo, e la Terrazza Superiore sulla sommità del Monte di Cuma, chiamata Tempio di Giove.

Nel periodo dell’antica Roma fu importante centro termale frequentato dagli imperatori e dalle famiglie patrizie che qui costruirono le loro dimore. 

I Campi Flegrei sono un territorio immaginifico dove la Storia si intreccia con il Mito.

Questa terra dalle straordinarie risorse naturali e paesaggistiche fece da sfondo a molte delle vicende descritte da Virgilio nell’Eneide. Basti pensare al Lago D’Averno, noto come l’ingresso agli Inferi in cui discese Enea.

La zona flegrea, inoltre, veniva considerata dai coloni greci come uno dei luoghi dove alcuni dei Giganti, che Ercole affrontò e sconfisse per conto di Zeus, furono seppelliti. Secondo lo storico Strabone, l’area ricca di zolfo, fuoco ed acque calde tra Pozzuoli, Baia e Cuma, fu chiamata “flegrea” -dal greco antico flegraios, ovvero “ardente” – per le piaghe causate ai Giganti dalla folgore divina, ferite che producevano eruzioni “d’acqua e di fuoco”.