Una valorizzazione che si inserisce in una visione strategica dove lo sviluppo dei cammini costituisce il perno di un’azione integrata e territoriale basata sulla qualità, l’innovazione e la specializzazione delle destinazioni e dei prodotti enogastronomici locali. La via Francigena rappresenta uno tra i più antichi itinerari della cultura storica e religiosa euro-mediterranea. Questo “cammino” collega Canterbury a Gerusalemme e simboleggia un ponte culturale lungo oltre 2.500 chilometri che, in Campania, attraversa le province di Benevento, Caserta e Avellino toccando i comuni di Garigliano, Sessa, Teano, Roccaromana, Alife, Faicchio, Telese, Vitulano, Celle, San Vito, Alife, Dragoni, Gioia Sannitica, Pietramelara, Riardo, Roccaromana, Sessa Aurunca, Buonalbergo, Faicchio, Paduli, San Salvatore Telesino, Sant’Arcangelo Trimonte, Solopaca, Telese Terme, Casalbore, Castelfranco in Miscano, Greci e Montecalvo Irpino.

Il progetto “Appia Regina Viarum” mira a fare dell’antico tracciato dell’Appia un attrattore culturale esaltando la più nota strada consolare costruita a partire dal 312 avanti Cristo per volere di Appio Claudio Cieco. È un vero e proprio inno all’ingegneria dell’antica Roma che univa l’Urbe alla Puglia passando per Terracina, Fondi, Capua, Benevento, Venosa, Taranto e terminando nel porto di Brindisi. L’obiettivo è quello di coniugare la volontà di tutela e valorizzazione dell’antica strada con la promozione di nuovi modelli di fruizione del turismo slow. In Campania l’Appia tocca una lunga teoria di paesi: da Sinuessa a Mondragone, da Capua a Maddaloni, da Montesarchio a Frigento, da Mirabella Eclano a Bisaccia. Uno sguardo incantato su un entroterra fatto di borghi e tradizioni, riti e identità. Da scoprire e vivere a passo d’uomo o di bici.